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Marco "Pietro" Perpiglia

Perpiglia  RussoMarco Perpiglia nacque a Roccaforte del Greco il 13 marzo 1910: la sua figura e il suo ricordo, rimangono inalterati nei cuori degli abitanti di Roccaforte, in particolare di chi lo ha conosciuto da vicino, primi fra tutti i suoi diretti discendenti. Il titolo ci ricorda che è stato un partigiano nella seconda guerra mondiale, ma la sua attività di “comunista combattente”, venne fuori molto tempo prima: gia giovanissimo infatti si iscrisse come militante e propagandista nel partito comunista, tanto che ben presto, per le sue idee, fu costretto dal regime fascista ad emigrare clandestinamente in Francia. Qui giunto, prese subito contatto con le locali organizzazioni antifasciste, attraverso le quali, si recò in Spagna per combattere il regime franchista. Proprio in questo periodo, venne accorpato al 4° Battaglione della XII Brigata internazionale Garibaldi, diventando presto il Segretario Provinciale aggiunto del PCI e Commissario politico della Compagnia Mitraglia. In tale ruolo si contraddistinse in modo particolare, perché venne fuori la sua umanità nei confronti delle truppe in prima linea, il suo senso della giustizia, ed il suo rigore nella disciplina militare. Nel settembre del 1938, dopo aver combattuto su numerosi fronti spagnoli, ad Ebro, fu ferito alla gola. In seguito le truppe di Franco, aiutate con larghi mezzi dai fascisti italiani e tedeschi, ebbero la meglio, e Marco finisce nei campi di concentramento francesi, per poi passare nelle mani del regime di Mussolini. Dopo alcuni mesi di carcere, venne condannato dal famigerato Tribunale speciale, a cinque anni di confino nell’isola di Ventotene. Qui fece la conoscenza diretta di molti altri partigiani combattenti, fra i quali il futuro presidente Sandro Pertini. Caduto il fascismo, raggiunse la moglie Giuseppina Russo a La Spezia. Anche qui trovò modo di portare avanti le sue idee: attraverso diversi suoi amici sindacalisti e sua moglie stessa, organizzò i comitati sindacali clandestini, vere e proprie cellule nel cuore dei maggiori stabilimenti spezzini, con lo scopo di rivendicare attraverso gli scioperi, il diritto al lavoro, al salario, e alle condizioni lavorative. Scoperto nei primi giorni del 1944, venne arrestato e torturato. Ma appena libero, raggiunse le formazioni partigiane della IV zona operativa ligure, diventando ispettore di zona fino alla fine del conflitto. In questo periodo, riorganizzò il CLNP insieme con i maggiori esponenti della lotta politica e partigiana di quei tempi: suo compito era quello della stampa clandestina de “Il Partigiano” e della sua diffusione negli stabilimenti del circondario, con circa 15000 operai, nonché della raccolta delle armi. Ebbe un ruolo importante nel tenere i contatti con le altre formazioni partigiane liguri e con gli alleati. Partecipò a diverse varie azioni di guerra contro i tedeschi e anche se fu catturato più di una volta, riuscì sempre a fuggire, evitando la fucilazione. La moglie Giuseppina Russo, anche lei molto attiva nella propaganda antifascista nello iutificio dove lavorava, venne scoperta il 3 marzo 1944 ed arrestata, ma quando poi venne liberata, raggiunse il marito sui monti, insieme a tante altre donne coraggiose. Alla fine della guerra, le truppe partigiane sfilavano appaludite per La Spezia, al Palazzo della Prefettura, s’insediava il CLNP con i vari rappresentanti delle formazioni politiche di allora, e con questi anche Marco Perpiglia. Primo atto del CLNP, fu la nomina a Prefetto del socialista Pietro Beghi, mentre Perpiglia venne proposto per una candidatura alla Camera dei Deputati, ma egli preferì invece recarsi nella sua Calabria, per organizzare la costruzione del partito nella sua terra d’origine. L’anno dopo però era di nuovo a La Spezia per lavorare nell’Arsenale, facendo parte della Commissione interna e della Direzione della Sezione del Partito. Agli inizi degli anni 60, ritorna definitivamente a Roccaforte del Greco con la moglie, per stare vicino ai genitori ed ai parenti. Cercò in questo periodo di infondere la sua esperienza agli amministratori e politici locali, ma purtroppo da questi fu incompreso e disatteso, per cui si ritirò a vita privata, partecipando però a qualche congresso internazionale del partito, o collaborando alla stesura di libri attinenti alla lotta politica o alla vita dei confinati politici nell’isola di Ventotene. Negli ultimi anni, malato d’asma e con crisi cardiache, e con la moglie gia gravemente ammalata, quando fu convinto che i farmaci non potessero più salvarlo, presso la casa dei suoi genitori, ormai disabitata, la domenica del 23 ottobre del 1983, si tolse la vita con un colpo di pistola. Lasciando a tutti il ricordo di un uomo con una fede incrollabile nei valori in cui credeva, per la sua lealtà, il suo senso della giustizia e della verità.

Targa

Comune di Roccaforte del Greco

Codice Fiscale: 80002370809

 

 

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